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Cenaco Siracusa, Veneziano amareggiato:
"Snobbata assemblea dei commercianti,
nessuno vuol reagire alla crisi"
(1 Giugno 2010) - Critico, deluso e amareggiato stamane il presidente del Cenaco Acradina Grottasanta, Francesco Veneziano, sorpreso nel constatare che l’assemblea generale dei commercianti di Grottasanta sia stata “snobbata”, disertata dagli stessi esercenti pubblici che si lamentano della crisi. Poche adesioni, rispetto a quelle auspicate.
"Salone mezzo pieno, quando al contrario dovevano accorrere i “moribondi” commercianti – esclama con rammarico Veneziano - Ma la lotta continua, lo stesso. Pochi ma buoni. La verità è una sola. In effetti, non sono poi così interessati a far fronte alla crisi che ci sta annientando”.
Non trova altre spiegazioni il presidente Veneziano che ancora una volta mette in risalto la mancanza di una cultura votata alla mutualità e al far sistema. Manca quel famoso salto di qualità del commerciante. Eppure, a detta del presidente, tutto è stato fatto secondo criterio. Un porta a porta capillare, negozio per negozio, iniziato due settimane prima, per reclutare nuove forze, nuove adesioni al Cenaco. 56 i contatti finali. 56 potenziali interessati al consorzio. Ma di questi, ieri mattina, ne sono arrivati la metà.
Eppure, i collaboratori Modicamore e Di Benedetto negli ultimi quindici giorni hanno eseguito visite porta a porta. Venti minuti di colloquio dedicati a ciascun commerciante. “Il quale è sembrato molto interessato – spiegano i due operatori Cenaco – molti avevano dato la propria disponi viabilità di partecipare all’assemblea di stamattina. Da via Sicilia, via Algeri, a via Puglia. Tutti hanno lamentato la presenza soffocante dei grandi centri commerciali. Senza di questi un tempo la città, i quartieri, erano più popolati”.
L’incasso giornaliero ammontava, a quei tempi, a 50, 200 euro. Oggi il totale incasso giornaliero è, spesso, pari a zero. Forse, 20, 30 euro. Una realtà molto triste che la dice tutta sul grave periodo di recessione che investe tutti i settori. A fine anno molti chiuderanno bottega per sempre. Non riescono a tirare sino a fine mese. Di contro, gli ipermercati si spopolano. “Sabato pomeriggio sono arrivato alle casse e non c’era nessuno - afferma Di Benedetto - Nessuna fila. Corridoi vuoti”.
Ma fa eco una nuova diceria: che il Carrefour di Siracusa inizi ad inaugurare una politica che in America pare abbia già preso piede: entrare dentro la città, abbandonare le periferie.
Veneziano al cospetto dei pochi commercianti ha comunque tenuto a ribadire l’importanza del Cenaco, degli obiettivi, della riqualificazione del territorio, degli ammortizzatori sociali che potrebbero essere una valvola di sfogo contro la crisi e la disoccupazione.
Tra i propositi del Cenaco Acradina Grottasanta: verificare l’ondata di sconti e promozioni del 30 per cento che stanno applicando sia i piccoli negozi che i centri commerciali in maniera “fuorilegge”. "Occorre verificare questa scorrettezza, cosi come il grave fenomeno della cartellonistica selvaggia. Una delegazione del Cenaco si recherà presso l’Ufficio Comunale del Commercio a chiedere conto e ragione di questo - afferma Veneziano - Continuerà anche la battaglia sulla chiusura domenicale dei grandi magazzini. Si dovrà stilare un calendario insieme alle istituzioni e i sindacati di categoria per ottenere l’apertura di 22 domeniche l’anno. I centri commerciali e i negozi di vicinato dovranno aprire e chiudere nelle stesse domeniche".
L’esempio del peso della crisi arriva dagli stessi commercianti presenti all’assemblea; Bottaro ha un’attività commerciale in viale Servi di Maria. “Nella piazzetta di viale Servi di Maria esistono già due supermercati. Un altro centro commerciale sta per nascere di fronte. Cosa dobbiamo fare noi piccoli commercianti? Possiamo tutti chiudere. Non c’è nessun regolamento”. Altro intervento: “Dobbiamo guardare la città di Siracusa, la più ricca d’Italia. Per la zona industriale, tra le più maestose d’Europa. Solo per fare un esempio: avremo dovuto avere gratis la pavimentazione delle strade, in quanto il bitume che esce dall’Erg dovrebbero darcelo gratis. La mia proposta: occorre una provocazione forte ai politici di Siracusa: bloccare la zona industriale”.
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