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Convegno CCN con Ivanhoe Lo Bello

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CONVEGNO CCN CON IVANHOE LO BELLO


(17 ottobre 2010) Mancava l'assessore regionale al Commercio, Marco Venturi, stamattina all'apertura dei lavori del convegno sui centri naturali commerciali, promosso dal presidente della Camera di Commercio, Ivan Lo Bello, insieme a Confersercenti. Presente all'incontro anche il Cenaco Acradina Grottasanta, nella persona del presidente Francesco Veneziano, che è anche coordinatore cittadino e provinciale dei CCN siracusani.
Breve ma incisivo l'intervento di Veneziano: "I Comuni devono dotarsi di un piano commerciale urbano. La Regione deve sbloccare i Por e i Fas, deve definitivamente riconoscere istituzionalmente i Centri Commerciali Naturali e indire i bandi per i finanziamenti. Mettere in movimento il mercato economico, attivare il trasferimento dei fondi Stato Regione Enti Locali per un rilancio vero del tessuto sociale della nostra provincia. Infine, il progetto di riqualificazione urbana Cenaco, ancora fermo alla Regione in attesa di essere finanziato con i fondi UE. Occorre un atto di responsabilizzazione da parte degli stessi commercianti, ha detto Veneziano, che non devono aspettarsi dagli Enti locali la redazione dei progetti di riqualificazione urbana della propria area, devono essere loro stessi autori di tale progetto, come abbiamo fatto noi. E poi ai colleghi Commercianti dico: occorre fare formazione. Unica arma con cui possiamo sostenere la sfida con i grossi iper, gentilezza, qualità, professionalità e prezzo. Insomma, fare un salto di qualità sotto l'aspetto culturale e sociale. Area di raccoglimento e intrattenimento. Ma La Regione e la Politica devono fare il loro compito".

Ivanhoe Lo Bello (Presidente Confindustria. Camera di Commercio) "C'è una grande voglia di discutere su questi temi, anche se il dibattito può apparire confuso, stamattina ho notato che i vari interventi andavano oltre i problemi della propria azienda. Questo vuol dire che c'è forte interesse.
Prima questione: I centri commerciali artificiali sono espressione di una profonda contraddizione tra comuni che hanno un bacino d'utenza abbastanza ridotta e comuni che si arrogano il diritto di decidere le sorti economiche dei comuni viciniori. Oggi c'è una concorrenza sostanziale. La gente va verso i grossi centri commerciali non solo per un rapporto di prezzo ma perché molte della città in Sicilia stanno perdendo la capacità di intrattenere i cittadini sul territorio. A questo punto, l'unico modo per trattenere la gente è riprodurre un modello di aggregazione. Dunque, puntare alla riqualificazione urbana. Bar, ristoranti, piazze, tutti momenti di incontro che poi portano all'acquisto. Questo trend ormai si trova anche dentro i grossi centri. E allora, uno dei modi per contrastare la grande distribuzione è riprodurre gli stessi meccanismi di socialità per migliorare la capacità di rendere attrattive le nostre zone cittadine. Altra questione, quella di porre un controllo sui grossi centri. Nella nostra regione i consumi sono in calo da molto tempo. Nella nostra provincia abbiamo una saturazione dei centri commerciali completa, la loro presenza non è giustificabile sulla capacità di reddito e consumo che la nostra provincia propone. Di fronte a questa incapacità di assorbimento, è possibile che si prosegui a progettare nuovi insediamenti commerciali a Lentini, Carlentini, Rosolini? Il problema è che quando non c'è una spiegazione economica rispetto a qualche investimento, si devono mettere in campo azioni preventive di analisi. Poi scoprire che sono grossi imprenditori e persone per bene e chiederemo scusa se avremo lanciato qualche sospetto, ma qualche controllo va comunque effettuato. In questo senso abbiamo inviato dei nostri interventi alla Procura e siamo sicuri che il problema sarà debitamente attenzionato dagli inquirenti.
Altra questione, di tipo culturale: I centri commerciali superano uno dei limiti della nostra cultura di impresa. Siamo stati sempre bravi ma sempre e solo dentro il nostro negozio. I piccoli commercianti sono stati sempre presi da uno sfrenato individualismo. Credo che ci sia un altro tema che venga affrontato. Un lavoratore ha un effetto sui costi molto minori rispetto a quelli affrontati da una piccola impresa. Quello che dobbiamo fare è metterci tutti insieme per dare un futuro alla nostra città e al suo commercio. Dobbiamo capire che la socializzazione naturale si sta svolgendo nei grossi iper e non più dentro la città. Dobbiamo capire che il mondo è cambiato e cosi anche le strategie di acquisto e consumo. Il mix di venti anni fa non è quello di oggi. Nella profonda crisi economica sono calati i consumi di beni primari ma non cala il consumo dei telefonini e della tecnologia. I tempi dunque sono cambiati del tutto. Un errore che non dobbiamo fare è discutere solo di leggi, la sfida è sul mercato. Se non vendiamo i prodotti giusti non andiamo da nessuna parte. Il mix giusto è qualità e servizio. Che oggi sono dati solo dal prodotto e frettolosi commessi. Altro valore aggiunto, la capacità di dare servizi e il rapporto umano. Trovare dentro il negozio un pezzo della propria casa, di rapporto umano e sociale. Confrontiamoci con la concorrenza: negli iper trovi un grande parcheggio e un mix di prodotti variegato. Dobbiamo far capire ai decisori politici regionali e nazionali che abbiamo superato ogni limite di tolleranza di nuovi insediamenti ma ci sono quelli che restano. E' con loro che deve partire la sfida. Costruire tutti quei servizi che i grossi centri offrono: parcheggi, sicurezza, arredi urbani, servizi.
Il ruolo della Camera di Commercio è propositivo, cioè quello di incalzare le amministrazioni pubbliche. I problemi si risolvono dirottando quelle poche risorse su strutture e infrastrutture collettive. Bisogna lavorare con i comuni per intercettare i fondi comunitari, andare alla regione e far capire che questa legge regionale è profondamente sbagliata. Ai commercianti dico che vinci se dai i prodotti giusti e il servizio adeguato.
Nell'incontro di oggi sono emerse le giuste critiche e tante proposte positive, però il prodotto lo dobbiamo vendere al singolo consumatore. Se tra cinque anni riusciremo a mettere in campo strategie progettualità vere, ricordate che la vera strategia vera sarà quella di essere competitivi sul mercato con i grossi iper. Questo il dovere morale di noi imprenditori. Infatti, uno dei seminari che organizzeremo a breve in camera di commercio sarà quello di analisi sui mutamenti di consumi nella società odierna. A secondo la qualità estetica dei prodotti. Obiettivo essere forti imprenditorialmente sul mercato. Un intervento forte sulla pianificazione urbanistica, interventi di riqualificazione delle città tenendo conto delle risorse ridotte, infine metterci insieme e capire come è cambiato il mondo, cosi l'industria e il commercio. La camera di commercio è disponibile sempre su questo fronte, cerchiamo di capire quali strategie nuove per competere rispetto alla grande distribuzione".
Al convegno hanno preso posto tra il pubblico i deputati regionali Pippo Gianni e Titti Bufardeci. Quest'ultimo, da assessore regionale uscente al Commercio, ha ribadito la massima disponibilità ad un confronto generale e la necessità di fare sistema attorno al problema del rilancio economico del territorio, conferendo un ruolo assai importante ai CCN che hanno visto il proprio avvio istituzionale proprio sotto il suo assessorato.

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